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Con l’ordinanza n. 10571/2024 la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro Civile, in continuità con la sentenza n. 6089/2021, ribadisce che, in caso di successione di contratti a tempo determinato, trova applicazione il limite di trentasei mesi di durata complessiva, decorso il quale la reiterazione è da considerarsi abusiva, a nulla rilevando che l’assunzione a termine sia avvenuta, di volta in volta, all’esito di distinti concorsi pubblici.

È evidente, infatti, che rispetto alla finalità di prevenzione degli abusi derivanti dalla successione di contratti a termine, nessun rilievo può essere attribuito all’espletamento di una nuova procedura concorsuale, in quanto il ripetersi dei concorsi pubblici per l’assunzione a termine da parte della stessa amministrazione potrebbe consentire l’impiego dello stesso lavoratore per coprire il medesimo posto vacante per un periodo di tempo potenzialmente illimitato.

Clicca qui per leggere l’ordinanza n. 10571/2024 della Corte di Cassazione – Sezione Lavoro Civile.

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